Rigori in Serie A: chi si presenterà ora dagli undici metri?

Dopo dieci giornate di Serie A, il tema dei calci di rigore è tornato al centro delle discussioni. In un torneo sempre più equilibrato, un tiro dal dischetto può cambiare la storia di una partita - o di un’intera stagione. E i numeri, dopo 100 partite, raccontano un dato interessante: su 29 rigori calciati, 7 sono stati sbagliati (6 parati e 1 fuori).
In percentuale, la probabilità di errore è del 24,1%, praticamente uno ogni quattro tentativi.
I pararigori della Serie A 2025
Se i rigoristi iniziano a tremare, il merito è anche dei portieri, sempre più protagonisti dagli undici metri.
Tra i migliori di questo avvio di stagione c’è senza dubbio Vanja Milinkovic-Savic, che ha neutralizzato due rigori — a Camarda (Lecce) e Morata (Como) - mantenendo il Napoli in corsa in momenti cruciali.
Subito dietro, Carnesecchi (Atalanta), che ha parato un rigore a Zapata nel match contro il Torino, Zion Suzuki (Parma) che ha ipnotizzato Cornet a Marassi, Montipò (Verona) decisivo contro il Sassuolo e Maignan (Milan), che domenica sera ha neutralizzato Dybala nel big match contro la Roma.
L’unico errore “non parato” di queste prime dieci giornate è quello di Pulisic, che ha calciato alto contro la Juventus.
I migliori rigoristi degli ultimi cinque anni
Negli ultimi cinque campionati di Serie A sono stati calciati 515 rigori, con 399 realizzazioni e 116 errori.
Il re indiscusso è Hakan Çalhanoğlu, che ha trasformato 19 dei suoi 20 tentativi, con una percentuale di successo del 95%, la più alta tra i giocatori con almeno 10 rigori tirati.
Subito dietro troviamo Domenico Berardi, con lo stesso score del turco (19 su 20), mentre completano la top 5:
- Paulo Dybala – 16 gol su 18 tentativi (88,9%)
- Ciro Immobile – 15 gol su 18 rigori (83,3%)
- Dušan Vlahović – 14 gol su 18 (77,8%)
Una lista che evidenzia la precisione dei grandi specialisti, ma anche la difficoltà crescente di mantenere la freddezza dal dischetto, in un campionato dove i portieri si allenano sempre di più sulle tendenze dei tiratori.
I pararigori di oggi e di sempre
Il miglior pararigori attualmente in attività in Serie A è Alex Meret, con 8 rigori parati su 25 affrontati tra Napoli e Spal.
Segue Milinkovic-Savic (7 su 30), che si conferma tra i più reattivi grazie alla sua struttura fisica e alla capacità di leggere la rincorsa avversaria.
Poi troviamo Skorupski (5 su 28), Montipò (5 su 15) e Maignan (3 su 17), tutti specialisti moderni che interpretano il rigore come un duello psicologico, oltre che tecnico.
Guardando invece alla storia della Serie A, il podio dei “muri” dagli undici metri è un pezzo di leggenda:
- Samir Handanović – 26 rigori parati
- Gianluca Pagliuca – 24
- Andrea Consigli – 21
Numeri che testimoniano come il rigore, spesso considerato una formalità, sia in realtà una scienza esatta fatta di dettagli, intuizioni e nervi saldi.
E ora, chi calcerà?
Alla luce dei dati, molti allenatori potrebbero rivalutare le gerarchie interne.
Nel Milan, dopo l’errore di Pulisic, Allegri si è affidato a Leao, che però col Diavolo non aveva mai calciato un penalty se non ai playoff di UEL qualche anno fa. La stessa Roma, ha bisogno di trovare una certezza da far avvicinare al dischetto al momento di un calcio di rigore, dato che da inizio stagione hanno sbagliato già Soulé, Dovbik e proprio Paulo Dybala.
Ma una cosa è certa: in questa Serie A, calciare un rigore non è più un gesto automatico. È una battaglia di nervi, precisione e certamente coraggio.