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Qualificazioni Mondiale 2026, la Norvegia travolge la Moldova: Italia costretta a sperare

Nazionali
Pubblicato il mercoledì 10 settembre 2025
La Norvegia travolge la Moldova 11-1 e complica i piani dell’Italia nelle qualificazioni al Mondiale 2026. Con una differenza reti di +21 contro il +5 azzurro, la squadra di Gattuso deve sperare in un passo falso dei norvegesi, oltre a batterla nell'ultima gara del girone.
Qualificazioni Mondiale 2026, la Norvegia travolge la Moldova: Italia costretta a sperare

Il cammino verso il Mondiale 2026 si complica per l’Italia. La Norvegia, principale rivale degli Azzurri nel girone, ha vinto con un clamoroso 11-1 contro la Moldova, consolidando il primato in classifica e soprattutto un vantaggio enorme nella differenza reti.

Italia, la sconfitta di Oslo pesa

L'attuale squadra di Gattuso aveva già complicato il proprio percorso con la sconfitta per 3-0 a Oslo contro i norvegesi. Per strappare il primo posto – che vale la qualificazione diretta – l’Italia deve vincere tutte le gare rimanenti, compresa l’ultima proprio contro la Norvegia, e sperare in un altro passo falso dei rivali.

Differenza reti, un gap enorme

Il problema è la differenza reti. Dopo il trionfo di ieri sera con la Moldova (cinque gol di Erling Haaland e quattro del trequartista dei Rangers Thelo Aasgaard), la Norvegia è a quota +21, mentre l’Italia è ferma a +5. Un divario praticamente impossibile da colmare.

Per questo motivo, l’unico scenario che permetterebbe agli Azzurri di chiudere al primo posto è che la Norvegia, oltre a perdere lo scontro diretto con l’Italia, inciampi in un’altra partita.

Playoff sempre più probabili

In caso di secondo posto, l’Italia dovrebbe passare attraverso i playoff, un rischio concreto che aumenta la pressione sulle prossime sfide. La Norvegia, invece, vede già vicina la qualificazione diretta grazie alla forza di un gruppo trascinato dal suo bomber Haaland.

Il percorso playoff prevede semifinale e finale, entrambe in gara secca. Servirà la miglior Italia e il peso è tutto sulle spalle di Rino Gattuso.