Lazio, Sarri cambia ancora: nuove soluzioni e un rebus tattico in vista dell’Atalanta

In casa Lazio si ricambia. Tra emergenze da gestire e scelte da ponderare, Maurizio Sarri prepara un nuovo ribaltone in vista del match di domenica alle 18:00 contro l’Atalanta. Il tecnico biancoceleste, da sempre fedele interprete del 4-3-3, sta mostrando in questa stagione un’inedita duttilità tattica, segno di un percorso di adattamento forzato ma anche di evoluzione.
Sarri e il laboratorio tattico: 4 moduli in sei giornate
Nelle prime sei giornate di campionato, la Lazio ha già cambiato volto tre volte. Dal classico 4-3-3, marchio di fabbrica del “Sarrismo”, al 4-4-2 utilizzato a Genova, passando per il 4-2-3-1 proposto contro il Torino. Ora, alla vigilia della sfida con la Dea, prende corpo un’ulteriore possibilità: il 4-4-1-1, soluzione ibrida che permetterebbe maggiore equilibrio in fase difensiva e libertà d’inserimento per i trequartisti. Sarri valuta, osserva e prova: il Comandante sta apparendo tutt’altro che dogmatico, e la Lazio che affronterà l’Atalanta potrebbe essere molto diversa da quella vista nelle scorse settimane.
Il ritorno di Dia e i dubbi di formazione
La notizia più incoraggiante per l’allenatore arriva dall’infermeria: Boulaye Dia è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà a disposizione per la sfida di domenica. La sua presenza riapre il ballottaggio in attacco e complica ulteriormente le scelte del tecnico. L’unico reparto già deciso è la difesa, che dovrebbe vedere Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares davanti a Provedel. Tutto il resto è in divenire.
Nel caso di conferma del 4-3-3, a centrocampo spazio per Cataldi in regia con Guendouzi e Basic ai lati; nel 4-4-1-1, invece, Isaksen e Cancellieri potrebbero giocare moto larghi lasciando a Pedro il ruolo di numero 9.
L’Atalanta come banco di prova
Contro la squadra di Juric, reduce da due pareggi di fila contro Juve e Como, la Lazio dovrà ritrovare certezze e ritmo. In queste prime settimane, i biancocelesti hanno alternato buone prestazioni a momenti di disordine tattico, segno che il nuovo corso di Sarri, il secondo in capitale è ancora in costruzione. L’obiettivo è chiaro: tornare a vincere e a convincere, anche se per farlo servirà una Lazio camaleontica, capace di cambiare pelle senza perdere identità.
A Bergamo serviranno compattezza e coraggio, ma anche la lucidità di un allenatore che ha imparato a guardare oltre i suoi vecchi schemi.