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Torino, il calvario di Schuurs: due anni dopo l’infortunio il ritorno è ancora un’incognita

Serie A
Pubblicato il giovedì 23 ottobre 2025
Due anni dopo la rottura del crociato, Perr Schuurs resta un mistero. Fuori lista e con il contratto in bilico, il suo futuro al Torino dipende esclusivamente dal recupero fisico.
Torino, il calvario di Schuurs: due anni dopo l’infortunio il ritorno è ancora un’incognita

Arrivato nel 2022 dall’Ajax a soli 23 anni, Perr Schuurs era stato accolto come uno dei difensori più promettenti del Torino. Solido fisicamente, abile nel gioco aereo e capace di accompagnare la manovra offensiva, sembrava destinato a diventare un pilastro della retroguardia granata. Ma la rottura del legamento crociato nel 2023 ha cambiato tutto.

Scheda Football Exchange

  • Valore: 4,8 milioni
  • Variazione: 0%
  • Ticker: SCH3
  • Età: 25 anni
  • Altezza: 191 cm
  • Numero di maglia: 3
  • Piede preferito: Destro

Due anni di assenza e un futuro da decifrare

Il 21 ottobre 2025 sono trascorsi due anni esatti dal suo ultimo match ufficiale, e il ritorno in campo resta un mistero. La società mantiene il massimo riserbo sulle sue condizioni, e Schuurs continua a lavorare individualmente per recuperare la piena forma fisica.

Ad oggi, però, la situazione non è cambiata: il difensore olandese è stato escluso dalla lista dei 25 giocatori iscrivibili al campionato, il che significa che non potrà comunque scendere in campo prima di gennaio, indipendentemente dal suo stato di forma. Con la riapertura del mercato, il Torino potrebbe teoricamente reinserirlo in lista, ma nulla fa pensare che ciò accadrà a breve.

Contratto in scadenza e nodo rinnovo

Il contratto di Schuurs scade a giugno 2026, ma include una clausola di prolungamento di un anno esercitabile dal club. Tuttavia, la società granata valuterà il rinnovo solo se avrà garanzie reali sul suo recupero fisico. In caso contrario, il rischio è che l’esperienza di Schuurs al Torino finisca qui, senza che il giocatore riesca a tornare in campo con la maglia granata.

A due anni dall’infortunio, il suo destino è appeso a un filo: tutto dipende dal corpo, dalla resistenza e dalla possibilità – ancora da verificare – di rivederlo davvero giocare.