Saelemaekers il jolly di Allegri: il Milan si affida al belga

Chiamatelo pure come volete: esterno, terzino, seconda punta o trequartista. La verità è che Alexis Saelemaekers è semplicemente l’uomo che risolve i problemi di Allegri. Nella nuova versione del Milan, più tattica e meno istintiva, il belga è diventato una pedina indispensabile per equilibrio, corsa e duttilità.
Arrivato in Italia con l’etichetta di promessa dell’Anderlecht, Saelemaekers si è imposto non tanto per i numeri, quanto per la capacità di adattarsi. «Mi manca solo di fare il portiere», aveva scherzato dopo la vittoria sulla Fiorentina. Una battuta, certo, ma anche la sintesi perfetta di un calciatore che ha costruito la sua carriera proprio grazie all’evoluzione continua.
Scheda Football Exchange
- Valore: 18,8 milioni
- Variazione: +0,48%
- Ticker: SAE56
- Età: 26 anni
- Altezza: 180 cm
- Numero di maglia: 56
- Piede preferito: Destro
Dall’ala creativa al tuttofare tattico
Agli inizi, nel vivaio dell’Anderlecht, Alexis era un’ala pura: dribbling, velocità e fantasia sulla linea laterale. Col tempo, però, gli allenatori hanno iniziato a spostarlo sempre più indietro, fino a farlo debuttare da terzino destro tra i professionisti nel 2018. Da quel momento, il suo percorso è stato una continua sperimentazione.
Nel corso della carriera ha ricoperto quasi ogni posizione possibile: esterno su entrambe le fasce, quinto di centrocampo, mezzala, trequartista e perfino seconda punta. In Italia, tra Milan, Roma e Bologna, è diventato un giocatore prezioso per la capacità di unire disciplina tattica e intensità fisica, qualità che Allegri ha saputo esaltare nel suo 3-5-2.
Il segreto: equilibrio e sacrificio
Saelemaekers oggi è il vero equilibratore del Milan. Non sempre appariscente, ma fondamentale per garantire compattezza e copertura. Allegri lo utilizza spesso da esterno destro nel centrocampo a cinque, ma nelle ultime gare lo ha anche spostato più avanti, nel ruolo di seconda punta dietro a Leao o Gimenez. Il risultato? Ogni volta che parte titolare in quella posizione, il Milan vince.
La sua carriera è un viaggio nella flessibilità: da trequartista nelle giovanili belghe ad ala di spinta con Pioli, fino all’esterno moderno che Allegri utilizza per coprire spazi e spezzare gli equilibri tattici avversari. Un esempio di intelligenza calcistica e spirito di adattamento, capace di incarnare perfettamente il concetto di “giocatore universale”.